16/07/2026

Advice Group e la piattaforma WEKIT inclusi nella 2026 Gartner® Market Guide for Loyalty Program Vendors

L'evoluzione tecnologica e l'integrazione di microservizi stanno trasformando le strategie di behavioral loyalty e l'engagement dei consumatori.

Advice Group e la piattaforma WEKIT inclusi nella 2026 Gartner® Market Guide for Loyalty Program Vendors

La 2026 Gartner® Market Guide for Loyalty Program Vendors rappresenta la più autorevole guida nel mercato internazionale per tutte quelle aziende che devono scegliere il provider tecnologico con cui costruire la propria strategia di engagement o disegnare un programma di loyalty.
Oltre a indicare i principali vendor di mercato e le rispettive caratteristiche tecnologiche, la Gartner Market Guide for Loyalty Program Vendors delinea anche i principali trend di mercato, offrendo molteplici punti di vista e identificando le profonde rivoluzioni che guidano le scelte quotidiane di consumatori, vendor, CMO e CTO.

La loyalty, un mercato ad alto rinnovamento

La loyalty ha un volto sempre più tecnologico. Il settore è guidato da una forte ondata di fusioni e acquisizioni tra i player che si occupano di customer experience e customer data management. Alla base di questo processo vi è la consapevolezza che oggi è la data ownership a dettare l’agenda dei brand e l’offerta, quindi, non può più essere frammentata.

Parallelamente però, l’offerta non deve necessariamente essere “completa”. È finito il tempo in cui strategia e programma di loyalty venivano totalmente esternalizzati o assegnati ad un unico player. I manager oggi diversificano le assegnazioni dei task e preferiscono scegliere piattaforme versatili, che rispondano a molteplici esigenze aziendali nel modo più flessibile possibile. La capacità di scomporre le proprie competenze tecnologiche in piccole parti diventa fondamentale per rispondere alla complessità quotidiana. Spesso, infatti, viene integrato solo uno specifico microservizio che è assente nello stack tecnologico del brand cliente, e che può abilitare una funzione innovativa

Questo è tanto più vero grazie (o a causa) dell’avvento dell’AI. Le aziende oggi tendono a internalizzare parte del processo, limitando l’outsourcing completo e limitandosi ad acquistare i servizi di cui hanno effettivamente bisogno.

Le sfide dei brand

Questa scelta non è casuale. I Manager cercano ancora di superare i silos informativi e l’overlap tecnologico, molto spesso causato anche dall’acquisto di tecnologie che in parte sovrappongono le proprie funzioni, generando quindi duplicazione e frammentazione delle informazioni raccolte.
A questo si aggiunge che il 49% delle funzioni dei tech stack attualmente presenti nelle aziende spesso è inutilizzato o sottoutilizzato, sia a causa dell’assenza di una corretta architettura informativa dei dati (che porta alla formazione dei silos stessi), sia a causa della mancanza di competenze interne in grado di sfruttare appieno i motori tecnologici già presenti in azienda.

La pressione sui CMO è massima. L’AI sta accelerando i processi e le aspettative dei dirigenti, e il ROI ha assunto una valenza crescente.
I Marketing Manager oggi sono letteralmente “a caccia di ROI”
Finito il tempo dell’advertising sensazionalistico, oggi è necessario ragionare sui numeri e attività a rapido time to market in grado di generare “domanda diretta” che porti ad acquisti e volumi nel breve periodo.
Questa esigenza però, drena risorse alla loyalty che ha un tempo di maturazione più lungo in quanto deve lavorare necessariamente su un percorso di fidelizzazione e retention che produca trust nei prospect e nei già clienti.

Anche i consumatori sono più esigenti

I consumatori non aiutano ad abbassare la pressione sui CMO. 
Le persone ormai sono consapevoli del valore dei propri dati e sono disposte a condividerli in modo consensuale (First-Party Data) solo se la loyalty si traduce in un incentivo concreto in termini esperienze e interazioni su misura.
La loyalty nella sua accezione tradizionale funziona sempre meno. In media, un cliente è iscritto a 17 programmi di loyalty e ne utilizza attivamente solo la metà. Questo comporta un necessario ripensamento dell’intera strategia di ingaggio e coinvolgimento.
Diventa poi tanto più vero se parliamo dell’ingaggio e della retention delle nuove generazioni (gen z) per le quali è necessario costruire ecosistemi di loyalty più strutturati affinché siano davvero disposti ad interagire con la marca in modo continuativo e valoriale. Il 38% dei nativi digitali, coloro che oggi sono under 30, sono disponibili ad un aumento del prezzo del prodotto e servizio, se commisurato ad un vantaggio concreto in termini di personalizzazione dell’esperienza.

Emotional Loyalty, Data Loyalty, Audit Loyalty, Composable Loyalty: ecco i nuovi trend!

In questo scenario sempre più variegato alla loyalty viene chiesto di assumere diverse forme.

Emotional Loyalty
Si traduce nella capacità di saper garantire una connessione sempre più profonda tra brand e persone, integrando, quindi, una rilevante componente emotiva. Non solo “compra-compra-compra” ma “raccontami chi sei”, “ti do questa informazione perché so che ti piace questo prodotto”, e così via. La costruzione di una relazione intima col consumatore diventa il primo obiettivo della loyalty per presidiare tutto il ciclo di vita dell’utente e anticipare i processi di churn.

Data Loyalty
La capacità di essere vicini è strettamente connessa alla capacità di mappare le informazioni comportamentali degli utenti. Cosa hanno comprato e con quale frequenza? Hanno acquistato sull’e-commerce? Hanno risposto alla survey, e alla missione? Ha richiesto il premio, quale? Ha partecipato all’evento? Com’è andata col customer care?
Ogni interazione con la marca fornisce informazioni utili per il marketing strategico di domani e per la costruzione dell’emotional loyalty.

Audit loyalty
In uno scenario così complesso, loyalty oggi significa anche saper restare in ascolto della mole di dati prodotta da altre tecnologie e restituire un quadro chiaro di come i consumatori si relazionano con la marca, aiutando così il brand a lavorare sul 1to1 marketing partendo dai dati di comportamento mappati e analizzati.

Composable loyalty
La capacità di parcellizzare i servizi in microservizi che possano essere “chiamati via API” e integrati in tech stack già esistenti all’occorrenza, è ormai all’ordine del giorno. Le piattaforme di loyalty devono essere componibili e offrire flessibilità e versatilità per poter rispondere a disparate esigenze di business sia in fase di disegno strategico iniziale, sia mentre l’attività è on-air, a supporto quindi di nuove evidenze analitiche e di nuove feature tecnologiche.

Advice Group e WEKIT nominati nella 2026 Market Guide For Loyalty Program Vendors

Advice Group e la loyalty platform WEKIT sono entrati nella 2026 Market Guide for Loyalty Program Vendors proprio per la capacità di rispondere a tutti i nuovi trend della loyalty all’interno del perimetro della behavioral loyalty.

La loyalty platform WEKIT ha una struttura componibile. 
Composta da 4 KIT modulari e oltre 60 microservizi combinabili tra loro in differenti sequenze, può dare origine a qualsiasi tipologia di strategia di engagement e loyalty, rispondendo ad ogni business need di engagement, gamification, content loyalty, advocacy, attività antichurn o a supporto alla primissima attivazione e all’onboarding.

I microservizi di WEKIT e, in particolare, DATA KIT possono essere attivati anche con un sistema di audit, che “ascolta e raccoglie” la mole di dati prodotta dall’azienda sui differenti touchpoint e la sistematizza in dashboard analitiche immediatamente accessibili in modalità role-based 7/24. 

La data visualization è alla base delle attività di clustering che permettono di attivare specifiche journey, ovvero missioni 1to1 ad alta conversione
Le missioni possono essere molteplici, sia di tipo business (supporto ad acquisto, cross selling, upselling, recency e frequency, etc.), sia di tipo relazionale (survey, referral, editoriali, quiz, user generated content, educational training).

Infine le premialità diventano essenziali in percorsi di ingaggio e di fidelizzazione perché attivano l’interesse iniziale dell’utente. REWARDS KIT è il marketplace di premi più flessibile del mercato perché permette di costruire cataloghi multilingue e multipaese in pochi clic

Advice Group e WEKIT sono state nominate nella categoria multisolution provider che rappresenta i player che dispongono di tecnologie in grado di centralizzare le informazioni degli utenti sotto un unico profilo (SSO) per offrire una maggiore personalizzazione dell'esperienza su differenti canali.

Questa nomina è fondamentale e risponde a tutte le nuove esigenze del mercato:

  • Offerta di engagement e loyalty comportamentale flessibile e non frammenta
  • Unificazione delle informazioni dell’utente con SSO e offerta di esperienza personalizzate
  • Costruzione di walled garden del brand dove far confluire informazioni di differente tipologia e normalizzarle per letture analitiche avanzate
  • Utilizzo flessibile dei microservizi con massima integrazione nei tech stack aziendali via API
  • Risposta rapida ad ogni esigenza di business in fase di disegno progettuale o durante lo svolgimento del programma
  • Costruzione di strategie e missioni su misura sulla base del clustering, del ciclo di vita e del target generazionale.

Oltre alle funzionalità è necessario indicare che WEKIT e Advice Group sono compliant con NIS 2 e garantiscono alti standard di sicurezza e cyber resilienza come abbiamo raccontato in questo articolo.

RESILIENTI IN UN MERCATO CHE CAMBIA

La nomina all’interno della 2026 Market Guide for Loyalty Program Vendors rappresenta una milestone importante, perché celebra un percorso di crescita e maturazione tecnologica che oggi ci rende un’eccellenza nel segmento engagement e loyalty a livello internazionale.

Siamo pronti a supportarvi e costruire con voi la strategia più adatta per consumatori, reti vendita ed employee. Possiamo farlo integrandoci con qualsiasi tech stack esistente.

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